Raccolta firme per referendum e proposte di legge di iniziativa popolare

Pubblicato il 16 agosto 2021 • In primo piano , Politica Via Seminario, 5, 30026 Portogruaro VE, Italia

Si ricorda che presso l’Ufficio Elettorale (Villa Comunale – Via Seminario 5) è attivo il servizio di raccolta ed autenticazione  firme dei cittadini per proposte di legge di iniziativa popolare e per referendum abrogativi.

Possono firmare tutti i cittadini maggiorenni regolarmente iscritti nelle liste elettorali previa esibizione di un valido documento d’identità nei seguenti orari:

- dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.00 e il mercoledì anche dalle ore 15.00 alle 17.00

 

Attualmente sono in atto la raccolta firme per:

1) Referendum sulla caccia – ENTRO il 20 Settembre 2021
Richiesta indizione di referendum popolare ex art. 75 cost.

Richiesta abrogazione parziale della l. 157/1992  - abrogazione attività venatoria.

 

2) Referendum per l’introduzione dell’eutanasia legale in Italia – ENTRO il Settembre 2021
Per abolire parzialmente il reato di omicidio del consenziente (art. 579 del c.p. del 1930), che proibisce l’eutanasia.

 

3) Referendum Giustizia (sono 6) – ENTRO il 30 Settembre 2021

  • Riforma del CSM
    Attualmente un magistrato che voglia candidarsi al Consiglio superiore della magistratura deve raccogliere dalle 25 alle 50 firme. «Ciò significa - lamentano i promotori - che per poter presentare la propria candidatura deve ottenere l’appoggio di una delle correnti interne». Il quesito referendario mira, dunque, ad abrogare il vincolo delle firme, contenuto nella legge 195 del 1958, (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della magistratura), e permettere così a tutti i magistrati di candidarsi, senza dover sottostare al condizionamento delle correnti. Sul meccanismo elettorale vigente (collegio unico nazionale e voti di preferenza), che non viene toccato dal referendum, sono all’esame del Parlamento diverse proposte di modifica. La Commissione Luciani nominata dal governo ha proposto, ad esempio, il voto singolo trasferibile.

 

  • Responsabilità diretta dei magistrati
    Il quesito punta ad abrogare parti della legge 117 del 13 aprile 1988 (Risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati) e successive modifiche. Normativa che venne introdotta subito dopo la vittoria, con l’80% dei voti, del referendum radicale del 1987. L’obiettivo, spiegano i promotori, è di «ridurre la specialità della disciplina della responsabilità dei magistrati, permettendo al cittadino leso nei propri diritti dalla condotta del magistrato di poterlo chiamare in giudizio direttamente». Mentre oggi ci si può rivalere contro lo Stato che successivamente può fare lo stesso verso la toga. Fatto che non avviene quasi mai. La tesi di partenza è che al «grande potere di cui gode la magistratura in Italia non corrisponde un adeguato obbligo per i propri membri di rendere conto delle eventuali decisioni sbagliate assunte»

 

  • Equa valutazione dei magistrati
    Questo quesito interviene sul decreto legislativo numero 25 del 2006, che istituisce - secondo la legge 150 del 2005 - il Consiglio direttivo della Corte di Cassazione e rinnova la disciplina dei Consigli giudiziari. Sono gli organi dove si valuta anche la professionalità dei magistrati. L’obiettivo è di superare l’attuale situazione che, secondo i proponenti, quando si tratta di discutere o valutare lo status dei magistrati, vede «esclusa dalle discussioni e dalle votazioni su questi temi la componente minoritaria "non togata" (avvocati e professori universitari). L’abrogazione consentirebbe, dunque, anche a tale componente di esprimersi sulla qualità del lavoro dei magistrati, «superando il principio della giustizia solo interna alla magistratura». Il quesito si sovrappone a varie iniziative di riforma, compresa quella del governo

 

  • Separazione delle carriere dei magistrati sulla base della distinzione fra funzioni giudicanti e requirenti
    La richiesta di abrogazione di parti di testi legislativi sulla materia rileva come presupposto che nel corso della loro carriera i magistrati «passano più volte dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa». Questa «contiguità tra il pubblico ministero e il giudice rischia di creare uno spirito corporativo» e di «compromettere un sano e fisiologico antagonismo tra poteri, vero presidio di efficienza e di equilibrio del sistema democratico». Il quesito punta a «stabilire che il magistrato, una volta scelta la funzione giudicante o requirente all’inizio della carriera, non possa più passare all’altra». L’Associazione magistrati ha sempre difeso, invece, l’unità delle carriere come garanzia di indipendenza della giurisdizione.

 

  • Limiti agli abusi della custodia cautelare
    La custodia cautelare, vale a dire la detenzione in carcere prima della sentenza di condanna, secondo Lega e radicali, si è trasformato negli anni «da misura con funzione prettamente cautelare a vera e propria forma anticipatoria della pena, con evidente violazione del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza». Il quesito, dunque, tende a «limitare la possibilità di ricorrere alla carcerazione preventiva prima dell’emanazione di una sentenza definitiva di condanna». E lo fa chiedendo l’abrogazione di un articolo del testo del decreto del presidente della Repubblica numero 447 del 1988, (Approvazione del Codice di procedura penale), come risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate. Delle tre circostanze per cui si ricorre alla custodia cautelare (inquinamento delle prove, pericolo di fuga e reiterazione del reato) il quesito interviene solo sulla terza.

 

  • Abolizione del decreto Severino
    Il decreto legislativo 235 del 2012 (la cosiddetta legge Severino) prevede che in caso di condanna per alcune specifiche ipotesi di reato sia applicata automaticamente la sanzione accessoria dell’incandidabilità alla carica di parlamentare, consigliere e governatore regionale, sindaco e amministratore locale. Il quesito referendario che ne chiede l’abrogazione intende «abolire l’automatismo per quanto riguarda i termini di incandidabilità, ineleggibilità e decadenza, lasciando al giudice la decisione, caso per caso, se comminare, oltre alla sanzione penale, anche la sanzione accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici e per quanto tempo». Secondo alcuni cosituzionalisti potrebbero esserci dei problemi di legittimità in quanto la norma recepisce disposizioni anticorruzione di livello sopranazionale.

 

 

4) Progetto di legge di iniziativa popolare ai sensi art. 71, secondo comma, della Costituzione e della legge 25 maggio 1970, n. 352 – ENTRO il 15 Novembre 2021
Istituzione di un’imposta ordinaria sostitutiva sui grandi patrimoni