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Centro Culturale Palazzo Altan Venanzio

Biblioteca Civica "N. Bettoni" e Casa Russolo

Centro Culturale Palazzo Altan Venanzio
Municipium

Descrizione

 

IL PALAZZO OGGI

Il Centro Culturale Palazzo Altan Venanzio oltra a essere la sede della Biblioteca Civica “Nicolò Bettoni” ospita anche la galleria Permanente "Casa Russolo".

 IL PALAZZO NELLA STORIA

Il palazzo dei conti Altan di Salvarolo, poi dei nobili Venanzio originari di Urbino e quindi del Comune di Portogruaro, fa parte di quel magnifico gruppo di edifici che tra il XV e il XVI secolo completarono il tessuto architettonico di Portogruaro, ricco di esempi del gotico italiano, veneziano e rinascimentale.

I nobili Altan si trasferirono a Portogruaro da Salvarolo nel 1473 e acquistarono il palazzo nel 1539 dal vescovo di Concordia.

Il palazzo è attribuibile, dunque, al pieno Quattrocento quando ne avvenne l’edificazione secondo la tradizione veneziana del palazzo-magazzino. Il palazzo presenta alcune caratteristiche che lo differenziano dagli altri palazzi cittadini coevi. Esso è leggermente arretrato rispetto al fronte strada, non ha portici al pianterreno come gli altri, è l’unico ad avere un doppio piano nobile, che è la caratteristica dominante dei palazzi veneziani.

Con la costruzione iniziale, tra la fine del Quattrocento ed il Cinquecento, venne realizzato al primo piano il grande salone centrale, illuminato dalla quadrifora, inizialmente forse gotica, ed in seguito rinascimentale, con la parte superiore arrotondata a tutto sesto.

L’edificio subì profonde trasformazioni alla fine del XVII secolo quando, su committenza del letterato Enrico Altan il Giovane, venne operato l’innalzamento del tetto ricavando al secondo piano un altro piano nobile, gemello del primo, sempre illuminato da una quadrifora, rettangolare però.

I piani nobili erano strutturati attorno ad un salone centrale e su di essi si affacciavano le altre stanze.

In occasione della costruzione del secondo piano, il pittore Giulio Quaglio, allora molto attivo in Friuli, fu incaricato di affrescarne gli interni con scene mitologiche e motivi allegorici. Gli affreschi, già gravemente danneggiati, quasi scomparvero quando il palazzo divenne sede di uffici pubblici intorno al 1880.

Dal 1783 al 1877 il palazzo fu proprietà dei Venanzio che non effettuarono interventi significativi e, nel 1877, vendettero il palazzo al Comune. L’ingegnere Antonio Bon fu incaricato di ristrutturare l’immobile ad uso “dei regi uffici” (pretura, catasto, ufficio del registro, ecc.). Da edificio residenziale quindi, Palazzo Venanzio divenne sede di uffici pubblici e ciò comportò la distruzione degli affreschi del Quaglio e la costruzione di nuovi spazi ad uso ufficio. Il restauro radicale degli anni 1983-85 ricondusse l‘edificio all’assetto che doveva avere nel secolo XV mettendo in luce alcune tracce degli affreschi del Quaglio e rivelando al piano terra tracce delle fondazioni di edifici più antichi attestati nel 1339 come proprietà del Vescovo di Concordia.

IL PALAZZO E RUSSOLO

Il Palazzo è legato anche al nome di Luigi Russolo che vi nacque il 30 aprile 1885, nel mezzanino concesso dal Comune ad uso abitazione, a suo padre Domenico Russolo, organista del Duomo e direttore filarmonico. Artista, studioso, scienziato e filosofo, Russolo nel 1910 sottoscrisse il “Manifesto dei pittori futuristi” e nel 1913 firmò la sua lettera manifesto “L’arte dei rumori”. Nel 1914 brevettò l’intonarumori che gli diede fama internazionale.

Alla memoria di Luigi Russolo, sono dedicati il Teatro della città di Portogruaro e una sala comunale, ove sono conservate alcune delle sue opere più importanti, quali: “Impressioni di bombardamento”, “Autoritratto” e “I tre pini”.

Il Centro Culturale Palazzo Altan Venanzio oltra a essere la sede della Biblioteca Civica “Nicolò Bettoni” ospita anche la galleria Permanente "Casa Russolo"

Inaugurata il 15 giugno 2018 all’interno del Centro Culturale/Biblioteca, Casa Russolo è uno spazio espositivo permanente dedicato alla figura e all’opera di Luigi Russolo che proprio in questo palazzo nacque nel 1885, in una stanza al piano terra abitata dalla famiglia su concessione del Comune, essendo il padre Domenico organista del Duomo.

Vi sono esposte le opere dell’artista di proprietà comunale: olii, matrici incisorie, incisioni e altre opere in comodato d'uso da privati. Attraverso una videoproiezione e due monitor in 4 lingue si può inoltre scorrere la vicenda artistica del Futurismo e di Luigi Russolo che ne fu esponente di spicco come pittore, incisore, ma soprattutto come musicista. Infatti con le sue teorie sull’arte dei rumori e con l’invenzione degli Intonarumori ha rivoluzionato la musica del Novecento e anticipato la musica elettronica. Nella sua opera Al di là della materia ha inoltre lasciato traccia del suo pensiero spirituale ed estetico-filosofico a cui si dedicò soprattutto negli ultimi anni della sua vita che si spense nel 1947 a Cerro di Laveno.

Le opere di proprietà del Comune di Portogruaro. Sono cinque le opere pittoriche di Luigi Russolo, di proprietà del Comune di Portogruaro, qui esposte:

I tre Pini, 1944
Questo quadro documenta la ricerca di Russolo nell’ambito di una pittura figurativa di tipo simbolico, da lui definita classico-moderna, riferita tradizionalmente alle opere dopo il 1940 anche se, recentemente, tale datazione è stata anticipata al 1937. La fissità di luci e ombre dà a questa opera, come all'altra coeva Sera, un'aura metafisica.

Linee-Forza della Folgore, 1912
Quest'opera, che Maria Zanovello, moglie di Russolo, aveva dato per distrutta dallo stesso autore, era occultata sotto uno strato uniforme di tinta a olio marrone sul retro di I Tre Pini. Il rinvenimento fortunato avvenne nel 2005, in occasione di un intervento di restauro della tela presso il Laboratorio di Restauro dell’Accademia di BB.AA. di Venezia sotto la direzione del prof. Vanni Tiozzo. Il dipinto fu identificato dal prof. Franco Tagliapietra come l’opera futurista considerata perduta che si rifà all’idea dell’estetica futurista per cui il moto e la luce distruggono la materialità dei corpi.

Impressioni di bombardamento, 1926
II dipinto riassume magistralmente l'essenza della guerra e dei suoi rumori. La luce accecante dei lampi in sequenza rimanda all'idea di scoppio progressivo in un cielo intersecato da fiammate rosse ben ritagliate che rischiarano il gruppetto di soldati infossati nella trincea e quasi invisibili. L’impressione è di un cielo scoppiettante, quasi gioioso, sul solco dell’estetica futurista che proclamava la guerra come igiene del mondo.

Autoritratto, 1940
A differenza degli autoritratti appartenenti al periodo simbolista ed esoterico degli anni 1908/10, e di quelli successivi dichiaratamente futuristi, quest'opera si colloca nel periodo classico-moderno non tanto per il realismo del ritratto quanto per il gioco drammatico di ombre che dà il senso del vissuto concreto, leggibile nello sguardo fermo ma malinconico, come quello di chi conosce il disincanto della vita. Quindi non un autoritratto per studio della figura ma figura che si fa pittura vera e concreta.

Sera - 1942
Uno dei diversi paesaggi di Russolo riferibili al periodo classico-moderno. Rispecchia la sua riflessione filosofico-spirituale che si esprime in uno stile metafisico non tanto negli oggetti descritti, come in De Chirico, quanto nella resa della luce immobile.
Nella fissità ieratica del paesaggio, i contorni, gli alberi, l'acqua, i cieli, diventano figure immobili immerse nel proprio silenzio.

Le incisioni di proprietà del Comune di Portogruaro
Si tratta di 33 lastre con 42 matrici incisorie (alcune lastre sono incise sui due lati) che il Comune di Portogruaro ha acquistato nel 2006. Russolo si dedicò all’attività incisoria negli anni 1906-1913. Le incisioni possono essere divise in diverse tipologie: opere in cui è evidente la ricerca sulla luce, ritratti, paesaggi, motivi simbolistici e futuristi. Evidentemente Russolo era allora influenzato dal clima simbolista europeo con le presenze inquietanti di Alfred Kubin e James Ensor, salvo poi orientarsi verso i temi più cari al Futurismo, come le periferie industriali, simbolo della rottura col passatismo, e la pazzia, come nell’opera che ritrae il filosofo Friedrich Nietzsche.

Opere donate alla Città di Portogruaro da parte dei coniugi Berti - Perissinotto:

  • Il Castagno - 1946, olio su tela
  • Alberi al meriggio - 1946, olio su legno

Opere in comodato da privati:

  • Mattino d'autunno - 1946, olio su tavola
  • Sul dosso - 1944, olio su cartone
  • La collina (titolo originale in francese La colline) - 1942, olio su tavola
  • In collina -  1945, olio su tavola

Queste ultime due opere appartengono al periodo di quella pittura che l'artista definì "Classico Moderna": una pittura ferma al suo Zenit, al suo momento più alto, sospesa fra sogno e realtà, che richiama per certi aspetti la pittura Metafisica di Giorgio De Chirico.

 

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Servizi presenti nel luogo

 

 

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Modalità d'accesso

Il museo è accessibile da Via Seminario, 29, 30026 Portogruaro VE, Italia all'interno del palazzo della biblioteca, l'ingresso è caratterizzato da un Portone e non presenta barriere architettoniche.
All'interno è presente un ascensore per accedere ai piani superiori (eccetto il mezzanino):

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Indirizzo

Via Seminario, 29, 30026 Portogruaro VE, Italia
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Orario per il pubblico

Lunedì : Chiuso
Martedì : 09:00-13:00 / 14:00-18:00
Mercoledì : 09:00-13:00 / 14:00-18:00
Giovedì : 09:00-13:00 / 14:00-18:00
Venerdì : 09:00-13:00 / 14:00-18:00
Sabato : 09:00-13:00
Domenica : Chiuso
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Punti di contatto

Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2025, 13:28

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